Cos'è
Ti ho sposato per allegria è la prima delle undici commedie di Natalia Ginzburg. La scrive nel 1965, tre anni dopo avere vinto il Premio Strega con il suo capolavoro Lessico Famigliare. Ancora una volta Ginzburg racconta storie in apparenza semplici e familiari con la lingua concreta di tutti i giorni ma Ti ho sposato per allegria nel suo inconsueto articolarsi tra assenze e presenze è una sorta di vertigine, di labirinto che conduce nello stesso punto dal quale si è partiti e da dove si riparte forse cercando un altro percorso. Da intellettuale militante la Ginzburg non può che occuparsi del cambiamento sociale che sente sotto pelle e vede nei comportamenti e nelle strade. Ma lei lo fa con leggerezza, fa volare in cielo parole tabù come aborto e divorzio, facendo capire al pubblico borghese dei teatri dell’epoca che queste saranno conquiste inevitabili, che indietro non si torna. Una prima sensazione di distacco dai sentimenti ricorda il Cechov che lei adorava. C’è invece una quasi paradossale sincerità nel mostrarsi per quello che si è. Una sincerità a volte brutale che fa ripetere ad entrambi i personaggi - a solo una settimana dal matrimonio e dopo qualche settimana di conoscenza - “perché ci siamo sposati?”.
Tanti i personaggi evocati e “viventi” che forse sono la vera genialità di questa piéce e costruiscono un mondo intero, ma anche un’epoca segnata da cambiamenti straordinari. Un testo comico per quel suo ritmo da commedia nei dialoghi molto efficaci e nella narrazione dei personaggi assenti e assurdi, ma anche molto concreti e riconoscibili. La stessa Ginzburg della sua prima commedia ha detto: “ero molto triste e poi scrivendo è venuta fuori una cosa allegra”.